GUIDA / LE REGOLE

Bonus e malus del fantacalcio: la tabella completa

Quanto vale ogni cosa che succede in campo, quali voci cambiano da lega a lega e quali conviene lasciare stare.

La tabella che usano quasi tutti

La convenzione più diffusa nelle leghe Classic è questa: gol segnato +3, assist +1, ammonizione −0,5, espulsione −1, rigore parato +3, rigore sbagliato −3, autogol −2, gol subìto dal portiere −1.

A questi valori si somma il voto del giocatore, che sta quasi sempre fra 4 e 8. Il risultato è il fantavoto, e la somma degli undici fantavoti è il punteggio di giornata della squadra.

Nessuno di questi numeri è obbligatorio. Sono una convenzione nata per rendere confrontabili le leghe, non una regola del gioco: cambiarli è legittimo, purché sia fatto prima della prima giornata e messo per iscritto.

Il gol: perché vale tre e non di più

Tre punti sono, in pratica, la differenza fra una prestazione insufficiente e una molto buona. Un attaccante da 5 che segna chiude a 8: il gol capovolge la giornata di un singolo, ma non decide da solo quella della squadra.

Alzare il gol a 4 o 5 sposta l’intero equilibrio del gioco verso gli attaccanti, e di conseguenza verso l’asta: se il gol vale di più, i bomber costano di più e il resto della rosa conta di meno. È una scelta legittima ma va fatta consapevolmente, perché cambia anche come si spendono i crediti.

Alcune leghe premiano il gol del difensore con un bonus maggiorato, di solito +4. Ha una logica — un difensore segna molto meno — e ha l’effetto collaterale di rendere appetibili i difensori da calcio piazzato, che altrimenti nessuno pagherebbe.

L’assist: la voce che conviene guardare due volte

L’assist vale +1 ed è la voce più discussa di tutte, per un motivo semplice: la sua attribuzione è opinabile. Un passaggio che diventa gol dopo un rimpallo è un assist? Dipende da chi redige i voti, e redazioni diverse decidono diversamente.

Molte leghe lo tolgono proprio per questo. Toglierlo rende il gioco meno ricco ma più oggettivo: restano solo eventi che non si prestano a interpretazione — gol, cartellini, rigori.

Se lo tenete, mettete per iscritto quale fonte fa fede. La discussione «per me era assist» a campionato in corso non si vince mai, e non perché qualcuno abbia torto.

I cartellini: mezzo punto che decide le partite

L’ammonizione toglie mezzo punto ed è la voce che si dimentica più spesso, perché sembra irrilevante. Su undici giocatori, in una giornata di derby, tre o quattro ammonizioni fanno due punti: a ridosso di una soglia, due punti sono un gol.

L’espulsione toglie un punto ed è quasi sempre accompagnata da un voto basso, quindi il danno vero è doppio. Alcune leghe la portano a −2, e ha senso: un rosso al ventesimo minuto rovina la partita di una squadra vera, non solo di un fantallenatore.

Attenzione a un dettaglio: chi prende due gialli e viene espulso, in quasi tutte le convenzioni, subisce entrambi i malus. Non è una doppia punizione arbitraria, è la somma di due eventi che sono davvero accaduti.

Il portiere: il ruolo con la matematica diversa

Il gol subìto vale −1 e si conta una volta per ogni rete incassata, non una volta sola. Un portiere da 5 che ne prende tre chiude a 2, ed è il malus più pesante del gioco.

Questo rende il portiere l’unico ruolo in cui la squadra reale conta più del giocatore. Un ottimo portiere in una difesa disastrata vale meno di un portiere mediocre in una squadra che prende poco: la parata spettacolare vale mezzo punto di voto, il gol preso ne vale uno intero.

Il rigore parato vale +3, come un gol, ed è l’unico modo in cui un portiere può fare una giornata da attaccante. È anche l’evento più raro della tabella: contarci per costruire una strategia non ha senso.

Alcune leghe aggiungono un bonus per l’imbattibilità, di solito +1 al portiere che chiude senza subire gol. È un premio che rende il ruolo meno passivo, e vale la pena considerarlo se in lega i portieri vengono presi controvoglia.

Le voci che è meglio non aggiungere

Ogni anno qualcuno propone bonus per tiri in porta, chilometri percorsi, palle recuperate. Tutti hanno lo stesso problema: dipendono da statistiche che non tutte le fonti pubblicano allo stesso modo, e che nessuno ha voglia di andare a cercare ogni domenica.

La regola pratica è: un bonus vale la pena solo se chi tiene i conti riesce a verificarlo in trenta secondi. Tutto il resto diventa, dopo tre giornate, una voce che nessuno applica più — e una lega con regole scritte che non vengono applicate è peggio di una lega con poche regole.

Se volete rendere il gioco più ricco senza appesantire i conti, conviene lavorare sui modificatori — difesa, portiere, capitano — invece che sulle singole azioni: si calcolano una volta per squadra, non undici.

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