GUIDA / GENNAIO
L’asta di riparazione: come organizzarla
Quella di gennaio è un’asta diversa da quella di agosto: dura meno, conta di più e si sbaglia più facilmente.
Quando farla
Il momento naturale è subito dopo la chiusura del mercato invernale, che in Italia cade a inizio febbraio. Farla prima significa comprare giocatori che potrebbero ancora cambiare squadra; farla dopo significa regalare due o tre giornate a chi ha la rosa già a posto.
Va messa in calendario prima, non decisa a dicembre. Una riparazione annunciata a settembre cambia il modo in cui si gioca il girone d’andata: chi sa che potrà correggere si permette qualche rischio in più all’asta estiva, e chi sa che non potrà si comporta diversamente.
Un’ora e mezza è una durata realistica per una lega da otto squadre. Non è un’asta piena: si muovono pochi giocatori e si muove poco denaro.
Le tre formule più usate
La prima è lo svincolo con riasta: ogni squadra libera un numero fisso di giocatori, tutti gli svincolati finiscono in un unico elenco e vengono ribattuti all’asta con i crediti residui. È la formula più equa e la più divertente, ed è anche l’unica che rimette in gioco chi ha sbagliato l’asta di agosto.
La seconda è il mercato libero: si compra dai giocatori mai assegnati, senza svincoli. È veloce ma premia chi ha già una rosa buona e crediti avanzati, cioè peggiora le differenze invece di ridurle.
La terza sono gli scambi diretti fra squadre, con o senza crediti. Funziona solo in leghe piccole e con persone che si conoscono, perché richiede fiducia: due squadre che si accordano possono, volendo, alterare il campionato di tutti gli altri.
I crediti: il nodo di tutta la faccenda
La domanda che spacca ogni lega è se si usano i crediti residui dell’asta estiva o se se ne assegnano di nuovi. Usare i residui premia chi ha risparmiato ad agosto, ed è coerente; assegnarne di nuovi riapre il campionato, ed è più divertente.
La soluzione intermedia, e la più usata, è dare a tutti un budget aggiuntivo uguale — venti o trenta crediti su una base di cinquecento — che si somma ai residui. Corregge senza azzerare.
Va deciso e scritto ad agosto, insieme al regolamento. Deciderlo a gennaio significa deciderlo quando ognuno sa già quanto gli conviene, e da lì non si esce con un accordo.
Quanti giocatori si possono muovere
Tre o quattro su venticinque è il numero che funziona: abbastanza per correggere un’asta andata male, non abbastanza per rifare la squadra. Chi alza il limite a sei o sette scopre che la riparazione dura quanto un’asta vera e che il campionato di andata conta poco.
Vale la pena imporre anche un vincolo per ruolo: non più di due giocatori dello stesso ruolo, così nessuno può rifare il reparto in blocco.
Il vincolo più importante è quello sulla rosa finale: dopo la riparazione tutti devono avere il numero esatto di giocatori per ruolo. È ovvio, e viene dimenticato ogni anno da qualcuno che si ritrova con due portieri invece di tre.
Gli errori tipici di gennaio
Il primo è pagare la forma del momento. A gennaio un giocatore che ha segnato tre gol in quattro partite costa il doppio di quanto costerebbe ad agosto, e nella metà dei casi quei tre gol erano il suo intero anno.
Il secondo è ignorare il calendario. A gennaio mancano poche giornate: un giocatore che rientra dall’infortunio fra tre settimane vale molto meno di quanto valeva in agosto, perché il tempo per ripagare l’investimento è finito.
Il terzo è svincolare i giocatori sbagliati. Chi libera i suoi peggiori quattro spesso libera anche l’unico titolare affidabile di un ruolo dove non troverà di meglio. Prima di svincolare conviene guardare chi resta, non chi va via.
Cosa leggere dopo
Regolamento di lega
Un regolamento già scritto e modificabile: rosa, asta, punteggio, riparazione e le questioni che a febbraio fanno litigare.
StrumentoRipartizione del budget
Quanti crediti per portieri, difensori, centrocampisti e attaccanti, e quanti tenerne da parte per non restare scoperti.
StrumentoGriglia d’asta da stampare
Un foglio per squadra: una riga per ogni casella della rosa, con le colonne dello speso e del residuo.