GUIDA / IL LUNEDÌ
Come si tiene la classifica di una lega a mano
Il conto che si rifà ogni settimana, i tre punti in cui si sbaglia, e perché il premio di giornata conta più della classifica.
Il conto del lunedì, per intero
Chi gestisce un campionato senza una piattaforma fa sempre gli stessi quattro passaggi: somma gli undici fantavoti di ogni squadra, converte i punteggi in gol, accoppia le squadre secondo il calendario e aggiorna punti, gol fatti e gol subiti in classifica.
Sono dieci minuti di lavoro che si sbagliano in tre punti precisi. Il primo è la conversione: 84 punti fanno quattro gol e non tre, perché il primo gol arriva a 66 e poi se ne aggiunge uno ogni sei. Il secondo è la differenza reti, che va aggiornata su entrambe le squadre e non solo su chi ha vinto. Il terzo sono gli scontri diretti a fine stagione, di cui parliamo più sotto.
Il quarto errore non è di calcolo ma di archivio: dopo dieci giornate nessuno ha voglia di ricontrollare, quindi un errore fatto alla terza resta lì fino a maggio. Ecco perché conviene che il conto lo faccia sempre la stessa cosa, che sia una persona o uno strumento.
Gli scontri diretti, che quasi tutti applicano al contrario
Quando due squadre chiudono a pari punti, la regola più usata in Italia dice di guardare prima gli scontri diretti. Significa una cosa precisa: si costruisce una classifica in miniatura fra le sole squadre in parità, contando solo le partite che hanno giocato fra loro.
L’errore comune è usare la differenza reti generale invece di quella degli scontri diretti. Cambia il risultato più spesso di quanto sembri: una squadra può avere una differenza reti migliore sull’intero campionato e avere perso lo scontro diretto, e in quel caso passa comunque dietro.
Se le squadre in parità sono tre o più, la miniclassifica si fa fra tutte e tre, non a coppie. È la parte che a mano diventa davvero laboriosa, ed è la ragione per cui molte leghe rinunciano e ordinano solo per differenza reti — che è una scelta legittima, purché sia scritta nel regolamento prima e non decisa a maggio.
Perché i premi di giornata contano più della classifica
Una classifica è un elenco, e un elenco incollato nel gruppo lo guardano in due: chi è primo e chi è ultimo. Non è pigrizia, è che un elenco non racconta niente di quella settimana.
«Il Fortunello ha vinto con 67 punti mentre qualcun altro ne ha fatti 79 e ha perso» invece lo leggono tutti, e qualcuno risponde. È la stessa informazione — due punteggi e due risultati — raccontata in modo che chi legge si riconosca.
I premi che funzionano sono quelli che descrivono un’ingiustizia o un’esagerazione: il punteggio più alto, il più basso, chi ha vinto facendo pochi punti, chi ha perso facendone tanti. Quelli che non funzionano sono i premi che escono ogni settimana uguali: alla terza nessuno li legge più.
Per lo stesso motivo qui il Fortunello e lo Sfortunato compaiono solo quando esistono davvero, cioè quando qualcuno ha vinto facendo meno punti di qualcun altro che non ha vinto. Le giornate in cui tutto è andato come doveva non producono premi.
Punti totali o punti classifica
Ci sono due modi di decidere un campionato di fantacalcio. Il primo è a punti classifica: si gioca uno contro uno, tre punti per la vittoria, come un campionato vero. Il secondo è a punti totali: vince chi ha accumulato più fantapunti nell’arco della stagione, senza scontri.
Il primo è più divertente e più ingiusto: si può fare la stagione migliore e arrivare terzi perché nelle giornate buone si è incontrato chi faceva ancora meglio. Il secondo è più giusto e più piatto, perché a metà stagione si sa già chi vincerà.
La soluzione più usata è tenere entrambi: la classifica decide il campionato, i fantapunti totali decidono le parità e assegnano un secondo titolo di consolazione. Costa una colonna in più e toglie a metà lega la sensazione di aver giocato per niente.
Dove finiscono i dati di questa pagina
Nel tuo browser, e in nessun altro posto. Non c’è account, non c’è server, non ci sono i tuoi punteggi su una nostra macchina: chiudere la scheda non cancella niente, ma cambiare dispositivo sì.
È una scelta consapevole e ha un prezzo, dichiarato: se tieni la classifica dal computer e poi la apri dal telefono, ricominci da zero. In cambio non devi registrarti per fare un’addizione, e i dati di una lega fra amici restano fra amici.