COMMENTO / LA STAGIONE

L’asta di settembre non è l’asta di agosto

Chi la fa adesso, a campionato iniziato, gioca una partita diversa: sa cose che ad agosto nessuno sapeva, e paga per saperle.

Il vantaggio di sapere

Il motivo per cui conviene fare l’asta dopo le prime giornate è sempre lo stesso: il mercato è chiuso, le formazioni titolari cominciano a vedersi, e non si comprano giocatori che potrebbero ancora cambiare squadra.

Il vantaggio però non è gratis. Con due o tre giornate giocate, tutti hanno visto le stesse cose, e quelle informazioni sono già nel prezzo: chi ha segnato due gol in due partite costa il doppio di quanto sarebbe costato ad agosto, e chi ha cominciato in panchina si compra a metà prezzo.

Il punto è che due partite non sono un campione. Un attaccante che ha segnato due volte contro due difese deboli non è diventato più forte; un titolare che ha saltato le prime due per un fastidio muscolare non è diventato più debole. All’asta di settembre si paga la forma di quindici giorni, e la stagione ne dura nove mesi.

Cosa fare, in pratica

La regola più utile è la più noiosa: prepara la lista dei prezzi massimi prima di guardare i risultati delle prime giornate, non dopo. Se poi decidi di alzare un prezzo, almeno sai di quanto lo stai alzando e perché.

La seconda è tenere d’occhio chi in questi giorni ha giocato poco. È l’unica categoria che, a settembre, costa meno di quanto varrà — e le occasioni vere di un’asta tardiva stanno tutte lì, non fra i primi tre nomi chiamati.

La terza vale sempre: nessuno può spendere tanto da non poter più coprire, a un credito l’uno, le caselle che gli restano. È il conto che a settembre si sbaglia più spesso, perché l’asta è più veloce e i giocatori sembrano già valutati.

Le date che restano da fissare

Se fai l’asta adesso, l’altra data da mettere in calendario è quella della riparazione: subito dopo la chiusura del mercato invernale, cioè verso l’inizio di febbraio.

Fissarla oggi, e scriverla nel regolamento, cambia il modo in cui tutti giocano il girone d’andata: chi sa che potrà correggere si permette qualche rischio in più, chi sa che non potrà si comporta diversamente. Deciderla a dicembre significa deciderla quando ognuno sa già cosa gli conviene.

← Tutte le novità

Cosa leggere dopo